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Chi è la soave creatura che simboleggia il sito?
Ella è Cleio, figlia del dio degli Dei, Zeus, e Mnemosine, dea della memoria.
Ella è la musa della Storia, che serbando la memoria dei tempi scorsi, narra con la dignità del vero e con alto stile le vicende dei popoli e dei re.
Amante delle arti, come tutte le Muse, è una donna sapiente, di carattere mansueto, con sembianze di una vergine avvenente, con semplici vesti e sovente con ali al tergo.
Diodorus Siculus, storico greco del I secolo a.C., dice che Cleio è così chiamata perché la lode che i poeti cantano nei loro encomi conferisce grande gloria (kleos) a coloro che sono lodati.
Plutarco dice che la miglior azione esercitata dalle Muse sugli uomini è quella di nobilitare la natura umana mediante il senno e la disciplina, liberandola da ogni smoderatezza. Infatti, coloro che più di tutti le venerarono furono i poeti, i quali usavano d'invocarle sul principio dei loro poemi, come valevoli più d'ogni altra divinità ad infiammare l'ingegno.
«Canta, o dea, L’ira d’Achille Pelide,rovinosa, che infiniti addusse lutti agli Achei» richiede Omero nel proemio dell’Iliade (vv.1-2).
«Mùsa, mihì causàs memorà» invoca Virgilio nel proemio dell’Eneide (vv.8).
«O muse, o alto ingegno, or m'ajutate» richiama Dante nel II Canto dell’Inferno (vv.7).
Così, noi rendiamo omaggio all’amabile creatura, custode delle memorie del passato, come fonte di espirazione per le gesta, prodezze e imprese che di spiegar andremo.